MIA - MILAN IMAGE ART FAIR - Torna l'unico e imperdibile evento in Italia per chi ama e colleziona fotografia.
10 - 12 maggio | Superstudio Più | Milano | www.miafair.it
Dal 10 al 12 maggio 2013, Superstudio Più di via Tortona 27 a Milano ospita la terza edizione di MIA - Milan Image Art Fair, la prima e più importante fiera di fotografia in Italia, ideata e diretta da Fabio Castelli che accoglie il meglio della fotografia italiana e internazionale, attraverso un format unico nel panorama fieristico italiano, che propone uno stand per ogni artista - ad ogni artista il suo catalogo.
La manifestazione, col patrocinio della Regione Lombardia, della Provincia di Milano, del Comune di Milano, può contare sulla riconferma dei partner BNL Gruppo BNP Paribas, BMW i, Ferrarelle, Lavazza, cui si aggiungono quest'anno Eberhard & Co., storica Maison svizzera di orologeria, e Polaroid Eyewear, il marchio recentemente acquisito dal Gruppo Safilo.
Grande è stato il successo di pubblico riscosso nell'edizione del 2012, con oltre 20.000 presenze - 5.000 in più del 2011. Nel 2013, 230 sono gli espositori - gallerie, fotografi indipendenti, editoria specializzata - provenienti non solo dall'Italia, ma anche dall'Europa, dagli USA, dal Brasile e dall'Asia.
Come nelle passate edizioni, la selezione è stata curata dal comitato scientifico di MIA Fair composto da: 3/3 photography projects - Roma, Gigliola Foschi, Elio Grazioli, Roberto Mutti, Enrica Viganò.
Numerose le novità per il 2013, dall'Angolo del Collezionista, alla sezione di opere firmate a quattro mani artista/stampatore, dalla lettura portfolio 'Codice MIA' al Premio Archivio.
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Mostre | MIA | Milan Image Art Fair | Dal 10 al 12 maggio 2013
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Spoleto città teatro | 56° FESTIVAL DEI DUE MONDI 2013
SPOLETO Città Teatro Spoleto sorge ad un’altitudine di 396 metri, lungo la Via Flaminia. La posizione dominante e strategica ha determinato il suo status di Caput Umbriae, durato ininterrottamente dal IV secolo avanti Cristo, quando la città fu fortificata con le “mura ciclopiche”, fino all’Unità d’Italia, quando il capoluogo della regione divenne Perugia.
Lo sviluppo economico e la trasformazione urbanistica e architettonica non si arrestarono dopo la fine dell’impero romano, grazie alla qualifica di Ducato, alla vitalità mantenuta dalla Via Flaminia e all’interesse, più o meno benefico, di vari imperatori, come Teodorico che bonificò le valli circostanti (all’inizio del VI secolo), Narsete che ripristinò la cinta muraria nel 553 dopo il saccheggio da parte di Totila; Barbarossa, infine, la rase al suolo nel 1155, in età Comunale, determinandone il radicale rinnovamento edilizio.Nel XIII secolo, l’insediamento in città di vari Ordini religiosi “mendicanti” determinò una nuova espansione urbanistica: Domenicani, Minori francescani, Agostiniani e Terziari Continenti edificarono vari complessi monumentali, mentre il Comune erigeva una nuova cinta muraria, corrispondente all’espansione della città. Nel Rinascimento e nell’età Barocca furono piuttosto i palazzi patrizi, comprensivi di piazze chiuse e scuderie, ad arricchire l’architettura cittadina.
Lo spostamento dopo il 1860 del capoluogo umbro a Perugia determinò la decadenza economica della città, rifiorita, a partire dagli anni ’50, grazie allo sviluppo del turismo e delle istituzioni culturali, tra cui proprio il Festival dei Due Mondi, fondato nel 1958 dal musicista Gian Carlo Menotti.
Informazioni turistiche sono disponibili sul sito della Regione Umbria che offre, tra l’altro, elenchi delle agenzie di viaggi locali e guide utili in formato pdf per arte e cultura, natura, artigianato ed enogastronomia.
Potete anche downloadare dallo stesso sito una piantina della città di Spoleto.
Spoleto città-teatro
"Ancora una volta Spoleto apre i suoi teatri al pubblico internazionale del Festival, in una edizione che si annuncia ricca e di eccellente qualità: l’edizione della rinascita, dopo i suoi primi cinquant’anni.
Si ripeterà il rito unico ed inimitabile di questo appuntamento: l’incontro con la Città; una città contenitore di teatri, che offre infinite occasioni di spettacolo, ma che rappresenta, mette in scena prima di tutto se stessa.
A partire da quella straordinaria apertura sulla Flaminia, quando spalanca il sipario verde del colle S. Elia e del Monteluco e cattura lo sguardo con lo scenario imponente della Rocca Albornoziana e con la stupefacente sequenza di arcate del Ponte delle Torri.
E che dire della Piazza del Duomo? Una piazza-teatro con la gradinata scenografica, vertice di un triangolo di attenzione che si focalizza sul fondale magnifico del portico rinascimentale, della facciata romanica col mosaico bizantino di Solsterno, la torre campanaria con le pietre di origine romana, e ad ovest la quinta del Teatro Caio Melisso e del Battistero, ad est quella di Palazzo Bufalini e del grigio Palazzo Racani Arroni con i suoi cinquecenteschi graffiti monocromi, e sopra la cortina verde degli orti, dominati dal colle della Rocca.
Spoleto è la città più stratificata dell’Umbria, ma le diverse generazioni edilizie si sono sovrapposte senza offendersi, anzi contribuendo a creare un equilibrio estetico unico e consolidando, nel tempo, la vocazione ad essere eccezionale palcoscenico, fatto di natura e architettura perfettamente integrate. Ogni generazione ha lasciato nella città segni teatrali: la Spoleto romana – sorta sul tracciato umbro – la Spoleto medievale, la Spoleto rinascimentale, barocca, neoclassica, si sono arricchite di spazi scenici: l’Anfiteatro – fuori delle mura urbiche – il secondo anfiteatro, sul quale sorgerà il Complesso Agostiniano di S. Nicolò, il Teatro Romano, e poi il Caio Melisso, e ancora il teatrino di legno, che nel ‘700 si allestiva a Piazza Campello, e infine l’ottocentesco Teatro Nuovo. Ma soprattutto concependo l’intera città come complesso spazio scenico, in cui è esaltato quell’elemento sorpresa, che costituisce l’anima del Teatro: con i fondali di magnifici palazzi gentilizi che si aprono improvvisi dopo lunghe e strette vie in salita tra quinte di case medievali, con quelle piazze spiazzanti per le loro prospettive inedite e la loro asimmetria (vedi la Piazza del Mercato, dove il fondale della Fontana settecentesca è collocato di lato) .
Una città-teatro, in cui, ancora una volta, gli ospiti si sentiranno non semplici spettatori, ma attori di un’emozione speciale, fatta di natura, architettura, cultura."
Assessorato alla Cultura e Turismo - Comune di Spoleto
Roma | Il Parco dei Musei | Villa Borghese

Il Parco dei Musei, Villa Borghese
Dove si trova: Municipio II, quartiere Pinciano
Epoca: XVI - XX secolo
Estensione: 79 ettari
Ingressi: Via Aldrovandi, Via Raimondi (2 ingressi), Via Pinciana (2 ingressi), Piazzale San Paolo del Brasile, Piazzale Flaminio, Piazzale Cervantes, Piazzale Pablo Picasso (via di Valle Giulia)
Epoca: XVI - XX secolo
Estensione: 79 ettari
Ingressi: Via Aldrovandi, Via Raimondi (2 ingressi), Via Pinciana (2 ingressi), Piazzale San Paolo del Brasile, Piazzale Flaminio, Piazzale Cervantes, Piazzale Pablo Picasso (via di Valle Giulia)
Il Parco di Villa Borghese occupa una vasta area nel cuore della città, compresa tra il tratto delle Mura Aureliane che unisce Porta Pinciana a Piazzale Flaminio, ed i nuovi quartieri Salario e Pinciano sorti nei primi anni del Novecento.
E' tra le ville romane una delle più ricche di testimonianze artistiche e paesaggistiche. Al suo interno racchiude edifici, sculture, monumenti e fontane, opera di illustri artisti dell'arte barocca, neoclassica ed eclettica, contornati da alberi secolari, laghetti, giardini all'italiana e grandi spazi liberi. Per la sua incredibile concentrazione di musei e istituti culturali, la villa è definita "Parco dei Musei".
Descritta nelle guide della città di tutte le epoche, ritratta da artisti famosi, ispiratrice di celebri musiche e di intense pagine di letteratura, Villa Borghese lascia trasparire ancora oggi, negli scorci inattesi del suo parco, lo splendore di un tempo.
E' tra le ville romane una delle più ricche di testimonianze artistiche e paesaggistiche. Al suo interno racchiude edifici, sculture, monumenti e fontane, opera di illustri artisti dell'arte barocca, neoclassica ed eclettica, contornati da alberi secolari, laghetti, giardini all'italiana e grandi spazi liberi. Per la sua incredibile concentrazione di musei e istituti culturali, la villa è definita "Parco dei Musei".
Descritta nelle guide della città di tutte le epoche, ritratta da artisti famosi, ispiratrice di celebri musiche e di intense pagine di letteratura, Villa Borghese lascia trasparire ancora oggi, negli scorci inattesi del suo parco, lo splendore di un tempo.
Mostre | Lorenzo Lotto nelle Marche
Un maestro del Rinascimento
Dopo la recente rassegna al Museo Puškin di Mosca, approda alla Reggia La Venaria Reale la preziosa mostra dedicata a Lorenzo Lotto, uno dei più grandi e intensi interpreti del Rinascimento, arricchita da una decina di nuove opere provenienti da chiese e musei italiani. È inoltre aggiunto l’affresco trasportato su tela, raffigurante San Vincenzo Ferrer in gloria (proveniente dalla chiesa di San Domenico di Recanati), restaurato per l’occasione.
Una mostra di grande raffinatezza e rigore con una ventina di opere di seducente bellezza per un omaggio all’artista più vicino alla sensibilità e alle inquietudini contemporanee, e al tempo stesso un affascinante viaggio nella produzione marchigiana del pittore. Le opere di Lotto per le Marche segnano, infatti, uno dei momenti più importanti della sua poetica e del Cinquecento italiano. Pittura di devozione, di destinazione sia pubblica sia privata, ritratti e allegorie di carattere profano per rappresentare lo straordinario ed eccentrico percorso biografico e stilistico del grande artista.
DOVE: Sale delle Arti, I piano Venaria Reale TORINO
QUANDO: Dal 9 marzo al 7 luglio.
I giorni di visita sono i medesimi della Reggia.
I giorni di visita sono i medesimi della Reggia.
In collaborazione con Ministero per i Beni e le Attività Culturali - Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici delle Marche, Soprintendenza ai Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici delle Marche, Regione Marche, MondoMostre. A cura di Gabriele Barucca con Lorenza Mochi Onori e Maria Rosaria Valazzi.
Viaggi | Itinerari turistici Perugia | Umbria
Perugia: Città d'arte e monumenti
L'antica origine della città di Perugia emerge nella forma del suo centro storico, i cui contorni ripercorrono le mura etrusche, visibili per lunghi tratti, nelle quali si apre l'Arco di Augusto del III secolo a.C. All'interno della cinta si trovano cinque rioni di origine medievale, collegati ad altrettante porte, all'esterno delle quali si è sviluppata la città moderna con la caratteristica forma a stella.
La visita di Perugia vede il suo apice in Piazza IV novembre, detta Piazza Grande, in cui si trovano il Palazzo dei Priori, la Cattedrale e la duecentesca Fontana Maggiore opera di Giovanni e Nicola Pisano. Il Palazzo dei Priori, in stile gotico con imponente portale trecentesco e scalinata a ventaglio, fu edificato per essere sede del libero Comune e ospita oggi sia gli uffici del Municipio sia la ricca collezione della Galleria Nazionale dell'Umbria. Tutto intorno alla piazza, la città si dipana tra vie ed edifici religiosi di rilievo. Nel borgo afferente a Porta San Pietro, ad esempio, si trovano sia la Basilica di San Domenico sia la Chiesa di San Pietro con annesso convento.
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Arte e Cultura | Progetto La Venaria Reale
Il Progetto La Venaria Reale, promosso dall’Unione Europea e curato dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e dalla Regione Piemonte, ha rappresentato il più grande cantiere d’Europa nel campo dei beni culturali restituendo alla magnificenza barocca cui fu ispirata alla metà del Seicento dal duca Carlo Emanuele II di Savoia la Reggia di Venaria, tornata oggi simbolo di modernità e cultura. Dalla sua apertura (2007), La Venaria Reale si è attestata tra i primi cinque siti culturali più visitati in Italia.
Concepita per essere la nuova corte del loisir contemporaneo in sintonia con le più rappresentative istituzioni internazionali, la Reggia si propone come centro di produzione e luogo di svago culturale in grado di offrire al grande pubblico italiano e internazionale i piaceri di arte, storia e architettura in un contesto paesaggistico straordinario.
L’edificio monumentale, di 110.000 metri quadrati di superficie, vanta alcune delle più alte espressioni del barocco universale: l'incantevole scenario del Salone di Diana progettato da Amedeo di Castellamonte, la solennità della Galleria Grande e della Cappella di Sant’Uberto con l’immenso complesso delle Scuderie Juvarriane, opere settecentesche di Filippo Juvarra, le fastose decorazioni unitamente al suggestivo allestimento sulla vita di corte di Peter Greenaway, rappresentano la cornice ideale del Teatro di Storia e Magnificenza, il percorso espositivo dedicato ai Savoia che accompagna il visitatore lungo quasi 2.000 metri, tra piano interrato e piano nobile della Reggia.
L’edificio monumentale, di 110.000 metri quadrati di superficie, vanta alcune delle più alte espressioni del barocco universale: l'incantevole scenario del Salone di Diana progettato da Amedeo di Castellamonte, la solennità della Galleria Grande e della Cappella di Sant’Uberto con l’immenso complesso delle Scuderie Juvarriane, opere settecentesche di Filippo Juvarra, le fastose decorazioni unitamente al suggestivo allestimento sulla vita di corte di Peter Greenaway, rappresentano la cornice ideale del Teatro di Storia e Magnificenza, il percorso espositivo dedicato ai Savoia che accompagna il visitatore lungo quasi 2.000 metri, tra piano interrato e piano nobile della Reggia.
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FAI | Fondo Ambiente Italiano apre 700 luoghi in tutta Italia
XXI Giornata FAI di Primavera
Uscire di casa per un appuntamento speciale, che coinvolge il cuore e la mente. “Invadere” per una volta le città e sentirsi parte di una collettività che si riconosce nella cultura del nostro Paese. Vivere l’esperienza di tante storie diverse che raccontano un’unica grande storia, la nostra, attraverso capolavori dell’arte, ambienti meravigliosi e luoghi apparentemente familiari eppure sorprendenti. E “riconoscersi tra sconosciuti” grazie a questi sentimenti comuni, stati d’animo che ci fanno sentire più vicini gli uni agli altri.
È ciò che succede durante la XXI Giornata FAI di Primavera, in programma sabato 23 e domenica 24 marzo. Una grande mobilitazione popolare che è diventata negli anni irrinunciabile per centinaia di migliaia di italiani e che ha coinvolto finora 6.800.000 persone.
Quest’anno il FAI – Fondo Ambiente Italiano apre 700 luoghi in tutta Italia, spesso inaccessibili e per l’occasione eccezionalmente a disposizione del pubblico, con visite a contributo libero: chiese, palazzi, aree archeologiche, ville, borghi, giardini; persino caserme, centrali idroelettriche e un osservatorio astronomico.
- I 700 luoghi aperti
- Gli ingressi esclusivi per gli Iscritti FAI
- Scarica l'App di Giornata FAI
- Le chicche
Mostre | Leonardo3 | Milano fino al 31 Luglio
La mostra Leonardo3 – Il Mondo di Leonardo rappresenta l'evento più importante del 2013: una mostra imperdibile che consente di scoprire il vero Leonardo da Vinci artista e inventore, grazie a ricostruzioni inedite delle sue macchine e restauri dei suoi dipinti in anteprima mondiale.
Dove
Nel cuore di Milano, in Piazza della Scala (che ospita il monumento a Leonardo), all'ingresso della Galleria, nei prestigiosi spazi delle Sale del Re.
Anteprime mondiali
Al Sottomarino meccanico, la Macchina del tempo, la Libellula meccanica, la Macchina volante di Milano si affiancano il restauro digitale dell'Ultima cena e la ricostruzione del Monumento Sforza: sono solo alcune delle moltissime novità di una mostra innovativa non solo nei contenuti, ma anche nelle modalità di fruizione. Stazioni multimediali consentono infatti al pubblico di interagire in prima persona con le macchine, le opere artistiche e i codici di Leonardo. Oltre 200 ricostruzioni 3D interattive rendono la mostra fruibile a un pubblico di tutte le età. Un appuntamento importante per famiglie, studenti, turisti e per chiunque sia interessato a scoprire Leonardo da Vinci, come mai visto prima.
Riconoscimenti
Per la sua importanza, a questa mostra, oltre al patrocinio del Comune di Milano, è stato conferito il premio di rappresentanza del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.
Per la sua importanza, a questa mostra, oltre al patrocinio del Comune di Milano, è stato conferito il premio di rappresentanza del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.
Scarica il pieghevole informativo:
Brochure ad alta risoluzione (300dpi, 6 MB)
Brochure per lettura a video (600 KB)
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"Leonardo3 - Il Mondo di Leonardo"
Mostra con scoperte, anteprime mondiali e stazioni interattive multimediali
1 marzo - 31 luglio 2013
Piazza della Scala, Ingresso Galleria Vittorio Emanuele II
Aperta utti i giorni, dalle 10:00 alle 23:00
Anche festivi e festività
Come raggiungerci >
Sponsor: Aviva
BIGLIETTI Direttamente alla cassa della mostra oppure:
- On-line sul sito TicketOne
- Nei punti vendita TicketOne in tutta Italia
- Chiamando il call center 892.101 (attivo dal lunedì al venerdì dalle ore 9:00 alle 21:00; sabato dalle 9:00 alle 17:30; domenica chiuso)
LA MOSTRA IN SINTESI
FAQ - DOMANDE E RISPOSTE
SCUOLE, GRUPPI E VISITE GUIDATE
È consigliata la prenotazione chiamando Ad Artem
tel: 02.659.77.28
info@adartem.it
GRUPPI ORGANIZZATI
Per i gruppi organizzati è consigliata la prenotazione dei biglietti chiamando il Call Center 199-757414
gruppi@ticketone.it
info@tosc.it
Nelle sale > LEONARDO3 Café
La mostra su 
GIORNALISTI
Viene riconosciuta la riduzione con biglietto a 11 euro. L'ingresso è gratuito per i giornalisti accreditati che intendono scrivere un articolo o realizzare un servizio sulla mostra. Per accreditarsi contattare il nostro ufficio stampa:
Alessandra Pozzi
tel: 02 76.00.39.12
cell: 338 59.65.789
pozzicomunicazione@gmail.com
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Arte | Mostre | Novecento | Forlì
NOVECENTO | ARTE E VITA IN ITALIA TRA LE DUE GUERRE
Forlì, Musei San Domenico
Piazza Guido da Montefeltro
2 febbraio - 16 giugno 2013
Nel primo dopoguerra, da cui prende avvio la mostra per inoltrarsi fino all’epilogo tragico del secondo conflitto mondiale e del fatidico 1943, la cultura italiana, attraverso i suoi migliori esponenti, si sentì investita della missione dicreare nuove espressioni artistiche per il Novecento, secolo che non si era in realtà ancora rivelato. Il più lucido interprete di questa missione fu il letterato Massimo Bontempelli, che nel 1926 dando vita alla rivista “900” dichiarava: “Il Novecento ci ha messo molto a spuntare. L’Ottocento non poté finire che nel 1914. Il Novecento non comincia che un poco dopo la guerra”.
La nuova esposizione ai Musei San Domenico intende rievocare un clima che ha visto non solo architetti, pittori e scultori, ma anche designer, grafici, pubblicitari, ebanisti,orafi, creatori di moda cimentarsi in un grande progetto comune che rispondeva, attraverso una profonda revisione del ruolo dell’artista, alle istanze del cosiddetto “ritornoall’ordine”. Il rappel à l’ordre, manifestatosi già durantegli anni della guerra, scaturiva dalla crisi delle avanguardie storiche, in particolare il Cubismo e il Futurismo, considerate l’ultima espressione di un processo di dissolvimento dell’ideale classico che era iniziato con il Romanticismo e si era accentuato con l’Impressionismo e i movimenti come il Divisionismo e il Simbolismo che lo avevano seguito. Nasceva non come semplice ritorno al passato, ma come ripresa dei soli canoni ritenuti adatti alla realizzazione di un pensiero e di una volontà artistica. “Una solida geometria di oggetti, una nuova classicità di forme”, per Carlo Carrà, mentre De Chirico concludeva il suo scritto programmatico sul ritorno della figura umana esclamando:“Pictor classicus sum”.
Il modello di una ritrovata armonia tra tradizione e modernità,sostenuto da questi artisti – tra cui ebbero un rilievo maggiore Felice Casorati, Achille Funi, Mario Sironi, CarloCarrà, Adolfo Wildt e Arturo Martini – avrà, anche grazie allo spirito critico e organizzativo di Margherita Sarfatti, il sostegno da parte del regime che era alla ricerca della definizione di un’arte di Stato.
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Fotografia e Curiosità | Vicolo a Spello | Umbria
Alley in Spello | Vicolo in Spello by MAURIZIO PONTINI
Curiosità
Le Infiorate di Spello (Giugno) realizzate in occasione della festività del Corpus Domini, sono composizioni floreali rappresentanti figurazioni e motivi ornamentali liturgici.
La preparazione inizia settimane prima ma, nell’arco di una notte, vengono completate con i fiori freschi. Usando solo fiori ed erbe profumate si ottengono figure e motivi ornamentali dai colori smaglianti e dalle sfumature raffinate.
Tre giorni di eventi preparano alla magica “notte dei fiori” (tra sabato e domenica). Poi la mattina successiva le migliaia di visitatori presenti vengono completamente coinvolti nel tripudio di colori, profumi ed emozioni che promana dal lungo tappeto di quadri floreali che si snoda per circa 2 km per le vie medioevali del borgo.
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Tre giorni di eventi preparano alla magica “notte dei fiori” (tra sabato e domenica). Poi la mattina successiva le migliaia di visitatori presenti vengono completamente coinvolti nel tripudio di colori, profumi ed emozioni che promana dal lungo tappeto di quadri floreali che si snoda per circa 2 km per le vie medioevali del borgo.
- Informazioni turistiche
- Ospitalità e ricezione
- Mappa della Città
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- Contatti
- www.comune.spello.pg.it
- Petali di Spello
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Festival del Turismo Scolastico 2013
TRIESTE 2013
FINALITA’ Il Touring Club Italiano, con la collaborazione del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, indice e organizza la settima edizione del Concorso nazionale “CLASSE TURISTICA. Festival del turismo scolastico” che si svolgerà a Trieste dal 17 al 19 ottobre 2013. Il Festival nasce dalla consapevolezza del valore formativo del viaggio d’istruzione, quale momento di arricchimento conoscitivo, culturale, umano e professionale, e del contributo fondamentale che esso può dare allo sviluppo di un’adeguata cultura del viaggio, rispettosa delle identità locali e protesa alla conoscenza, valorizzazione e tutela del patrimonio culturale e ambientale.
EDIZIONE SPECIALE L’edizione 2012-2013 del Concorso, come lo scorso anno, è indirizzata, non solo a tutte le scuole superiori d’ Italia come nelle edizioni precedenti, ma anche alle scuole appartenenti alle minoranze italiane di Istria, Fiume e Dalmazia. Si tratta infatti di un’edizione speciale emersa dall’attività del Tavolo di lavoro fra Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e Associazioni degli esuli istriani-fiumani-dalmati che si avvale del contributo dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia e che è dedicata alla storia del confine orientale italiano. In particolare con l’edizione speciale del Concorso si vuole:
Arte | Mostre | 120 Capolavori di De Nittis
Mostra Giuseppe De Nittis
Dal 19 gennaio al 26 maggio 2013, Palazzo Zabarella di Padova sarà teatro di un eccezionale evento dedicato a Giuseppe De Nittis (1846-1884).
120 capolavori provenienti dai più prestigiosi musei e collezioni pubbliche italiane e francesi costituiranno il percorso espositivo della più importante mostra mai realizzata su uno dei protagonisti assoluti della pittura dell’Ottocento europeo.
La rassegna, curata da Emanuela Angiuli e Fernando Mazzocca, è promossa dalla Fondazione Bano di Padova e dalla Fondazione Antonveneta, ed è un’ulteriore tappa del progetto decennale sulla pittura dell’Ottocento italiano, che in passato ha già rivolto l’attenzione, tra gli altri, su Hayez, Boldini, Signorini, i Macchiaioli, il Simbolismo in Italia.
La rassegna, curata da Emanuela Angiuli e Fernando Mazzocca, è promossa dalla Fondazione Bano di Padova e dalla Fondazione Antonveneta, ed è un’ulteriore tappa del progetto decennale sulla pittura dell’Ottocento italiano, che in passato ha già rivolto l’attenzione, tra gli altri, su Hayez, Boldini, Signorini, i Macchiaioli, il Simbolismo in Italia.
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Arte | Biografie | Giuseppe de Nittis
In collaborazione con Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Giuseppe De Nittis (Barletta, 25 febbraio 1846 – Saint-Germain-en-Laye, 21 agosto 1884) è stato un pittore italiano vicino alla corrente artistica del verismo e dell'Impressionismo.
Biografia
Giuseppe De Nittis nacque a Barletta nel 1846, figlio quartogenito di Raffaele De Nittis e Teresa Emanuela Buracchia. Prima che nascesse, il padre fu arrestato per motivi politici, e, appena uscì di prigione due anni più tardi, si tolse la vita.[1]Rimasto orfano sin dall'infanzia, crebbe con i nonni paterni, e dopo il suo apprendistato presso il pittore barlettano Giovanni Battista Calò, si iscrisse nel 1861 - contro il volere della famiglia - all'Accademia di Belle Arti di Napoli sotto la guida di Mancinelli e Smargiassi.
Di indole indipendente e insofferente verso qualunque tipo di schema, si mostrò disinteressato alle nozioni ed esercitazioni accademiche, tanto che fu espulso per indisciplina due anni più tardi. Assieme ad altri pittori, fra cui Federico Rossano eMarco De Gregorio, si diede alla composizione all'aria aperta (dipingevano generalmente a Portici), specializzandosi nella riproduzione di paesaggi porticesi, partenopei e barlettani. Nel 1864 fu notato da Adriano Cecioni e l'anno successivo fondò laScuola di Resìna, corrente italiana sul tema del realismo.
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Cultura | Libri | Internet | La stanza intelligente
La stanza intelligente. Il primato di Internet nell'epoca della conoscenza digitale
Come cambia la conoscenza al tempo di internet? Come si articola l'intelligenza personale e collettiva in un momento di trasformazione epocale per la comunicazione dei saperi come quello che stiamo vivendo oggi grazie alle nuove tecnologie? A queste domande cerca di rispondere l'ultimo saggio del filosofo statunitense David Weinberger, La stanza intelligente (tradotto e pubblicato in lingua italiana da Codice edizioni), partendo da un dato a disposizione di tutti: l'enorme mole di conoscenze immediatamente a disposizione di tutti grazie alla Rete.
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Arte | 10 mostre da visitare
Viaggio dal Nord al Sud tra le "prelibatezze" artistiche che ci offre la nostra penisola: da Dracula a Hirst, da Brueghel ad Ai Wewei. Buona visita.
Se volete conoscere da vicino il conte Vlad e il mito di Dracula non dovete far altro che visitare alla Triennale di Milano (www.triennale.it ) la mostra Dracula e il mito dei vampiri. Un viaggio attraverso cento opere tra dipinti, incisioni, costumi di scena, oggetti e video che raccontano l'evoluzione dei succhiasangue, dal Dracula letterario di Bram Stoker, ai vampiri vegetariani inventati da Stephanie Mayer ("Twilight"). Non poteva mancare la trasfigurazione cinematografica del mito, si parla per lo più dei film in bianco e nero, da "Nosferatu" di Murnau a "Vampyr" di Dreyer, al "Dracula" del 1931 con Bela Lugosi, ma ci sarà spazio anche per il "Dracula" di Coppola (è esposta la sceneggiatura originale) e per la saga di "Twilight". "Un viaggio dai vampiri freudiani, inconsciamente trasformati in succhiasangue, a quelli ‘liquidi' come Edward Cullan, integrati nella società", afferma il curatore della sezione cinematografica Gianni Canova.
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Arte | Mostra | ALBERTO GARUTTI. Didascalia
La prima retrospettiva dell’artista italiano tra i più rilevanti della scena artistica contemporanea curata da Paola Nicolin e Hans Ulrich Obrist.
17 novembre 2012
3 febbraio 2013
Un arcipelago di oltre 30 opere di differente natura, tra cui una nuova produzione concepita appositamente per il PAC, una serie di lavori storici, alcune riattivazioni di opere recenti e i modelli di progetti mai realizzati, ricosruiscono al PAC il lavoro di Garutti attraverso le sue opere più significative. Fotografia, scultura, scrittura, installazione, disegno, suono, video, pittura, conversazione e insegnamento: una molteplicità di linguaggi per capire l’evoluzione spesso sorprendente della ricerca dell’artista dagli anni Settanta ad oggi.
17 novembre 2012
3 febbraio 2013
Un arcipelago di oltre 30 opere di differente natura, tra cui una nuova produzione concepita appositamente per il PAC, una serie di lavori storici, alcune riattivazioni di opere recenti e i modelli di progetti mai realizzati, ricosruiscono al PAC il lavoro di Garutti attraverso le sue opere più significative. Fotografia, scultura, scrittura, installazione, disegno, suono, video, pittura, conversazione e insegnamento: una molteplicità di linguaggi per capire l’evoluzione spesso sorprendente della ricerca dell’artista dagli anni Settanta ad oggi.
Fotografia | Viaggi | Spoleto | Rocca Albornoziana

Spoleto | Rocca Albornoziana by MAURIZIO PONTINI
La Rocca Albornoziana è una fortezza situata sulla sommità del colle Sant'Elia che sovrasta la città di Spoleto. Si tratta del principale baluardo del sistema di fortificazioni fatto edificare da papa Innocenzo VI, per rafforzare militarmente e rendere più evidente l'autorità della Chiesa nei territori dell'Italia centrale, in vista dell'ormai imminente ritorno della sede pontificia a Roma dopo i settanta anni circa di permanenza ad Avignone.
I lavori di costruzione ebbero inizio nel 1359, furono presieduti dal cardinale spagnolo Egidio Albornoz, e si protrassero fino al 1370 sotto la direzione dell'architetto eugubino Matteo Gattaponi.
Quest'ultimo progettò sapientemente un edificio che potesse essere nel contempo solida e imponente fortezza, ma anche elegante e confortevole residenza, che fu a tale scopo utilizzata da molti ospiti illustri.
La struttura del perimetro rettangolare, infatti, con quattro torri angolari, si articola in due spazi separati da un corpo mediano collegato ad altre due torri: il Cortile delle armi, che occupa l'area destinata alle truppe, e il Cortile d'Onore circondato da edifici destinati ai governatori della città, ma in cui soggiornarono anche molti pontefici, tra i quali Bonifacio IX nel 1392 e Niccolò V nel 1449 durante la peste di Roma, nonché in diverse occasioni anche Lucrezia Borgia. Quest'area, che accoglieva anche gli uffici amministrativi, è circondata da un doppio loggiato costruito, secondo il Vasari, su progetto di Bernardo Rossellino, chiamato a Spoleto da papa Niccolò V. Al centro del cortile è situato un pozzo esagolnale che sormonta una grande cisterna utilizzata per la raccolta dell'acqua piovana.
I due cortili sono collegati tra loro mediante un fornice affrescato tra il 1572 e il 1575 sulla cui volta è dipinto lo stemma di papa Gregorio XIII; ai lati sono poste le raffigurazioni di sei città dello Stato pontificio: Porto d'Anzio, Perugia, Orvieto, Ripatransone (Benché sia scritta Ripatranzone, l'affresco rappresenta sicuramente la cittadina Picena; addirittura da recenti studi il nome con la "Z" sembra essere attestato nel Rinascimento), Spoleto e un'ultima città non ancora identificata.
I lavori di costruzione ebbero inizio nel 1359, furono presieduti dal cardinale spagnolo Egidio Albornoz, e si protrassero fino al 1370 sotto la direzione dell'architetto eugubino Matteo Gattaponi.
Quest'ultimo progettò sapientemente un edificio che potesse essere nel contempo solida e imponente fortezza, ma anche elegante e confortevole residenza, che fu a tale scopo utilizzata da molti ospiti illustri.
La struttura del perimetro rettangolare, infatti, con quattro torri angolari, si articola in due spazi separati da un corpo mediano collegato ad altre due torri: il Cortile delle armi, che occupa l'area destinata alle truppe, e il Cortile d'Onore circondato da edifici destinati ai governatori della città, ma in cui soggiornarono anche molti pontefici, tra i quali Bonifacio IX nel 1392 e Niccolò V nel 1449 durante la peste di Roma, nonché in diverse occasioni anche Lucrezia Borgia. Quest'area, che accoglieva anche gli uffici amministrativi, è circondata da un doppio loggiato costruito, secondo il Vasari, su progetto di Bernardo Rossellino, chiamato a Spoleto da papa Niccolò V. Al centro del cortile è situato un pozzo esagolnale che sormonta una grande cisterna utilizzata per la raccolta dell'acqua piovana. I due cortili sono collegati tra loro mediante un fornice affrescato tra il 1572 e il 1575 sulla cui volta è dipinto lo stemma di papa Gregorio XIII; ai lati sono poste le raffigurazioni di sei città dello Stato pontificio: Porto d'Anzio, Perugia, Orvieto, Ripatransone (Benché sia scritta Ripatranzone, l'affresco rappresenta sicuramente la cittadina Picena; addirittura da recenti studi il nome con la "Z" sembra essere attestato nel Rinascimento), Spoleto e un'ultima città non ancora identificata.
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